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  • Messaggi scritti da Lostinthevoid
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  • Dipende come intendiamo osservare quella che chiamiamo passione secondo me.
    Vi è una differenza tra l'amare una passione e vivere per una passione: se prendiamo per esempio un'artista professionista, osserviamo i suoi quadri meravigliosi...
    E vien da pensare "cavoli! Mi ci metto anch'io."
    poi però ci si rende conto che c'é la teoria da imparare dietro, la fatica nel capire come disegnare un certo soggetto, disegni che vengono orribili: il punto è che la persona che ama una passione vede solo il fiore, ma non il frutto, non la fatica dietro, non le ore passate a riprovare e riprovare sul foglio, non i momenti di sconforto, i dubbi.
    Dipende anche se si è disposti a impegnarsi o a volere solo risultati.
    Una persona che vive una passione, abbraccia anche i disegni che vengono male, ama fallire, accetta ogni ostacolo e cerca di capire continuamente come migliorare, anche quando ha competenze altissime si vede sempre come un principiante che ha tanto da comprendere.
    Se la strada è quella di più passioni, è quella di rendersi sempre conto di essere dei grandissimi idioti a questo mondo, secondo me.


    Questo è il primo pensiero che mi viene in mente a riguardo.
    C'è anche da dire però come viene suggerito qui sopra, che non per forza si deve approfondire tutto, non esiste un modo giusto o sbagliato per seguire le passioni, che sia caotico o meno, penso che siamo noi a scegliere come vivere ciò, con la massima sincerità su quello che davvero vogliamo, perché lo vogliamo.
    Lo voglio per sentirmi importante o davvero ci tengo?
    Qual è per me il modo migliore e felice per farlo?
    Sembrano domande banali ma è molto importante.
    Penso questa problematica nasca anche dal fatto che viene insegnato di focalizzarsi su una cosa sola, quando l'essere umano può benissimo far di più; non si conta la natura di ognuno e modi di essere così diversi che vi possono esssere infinite varianti nel proprio percorso artistico, lavorativo, personale e spirtuale che sia.


    Per quel che è la mia esperienza, io ho fatto una scelta: in quel che amo fare, darò tutto quello che ho da offrire e non lo venderò mai per ridurmi a fare un lavoro che non mi piace, una vita statica, fredda e pensando solo a "fare carriera."
    Ho sempre considerato l'esistenza come un'opportunità ben maggiore; mi sono chiesto cosa mi farebbe sentire soddisfatto quando sarò morto.
    E ho deciso che se anche dovessi marcire per strada, farò quello che ritengo necessario, anche a costo di morire senza un soldo, anche a costo di rimanere solo per sempre e deriso da tutti quanti.
    Ovviamente sto cercando comunque di guadagnare con le mie passioni, è più per sottolineare l'importanza di una promessa.

    Nell'atto pratico ammetto che inizialmente è stato arduo: ma alla fine semplicemente organizzo le varie passioni un po' come una sorta di "scuola" (ho sempre preferito studiare da solo che nella scuola effettiva), divido le materie in ore durante la giornata e a ogni materia che mi interessa al momento dedico del tempo; cercando di assimilarle con i vari impegni in modo chiaro, accurato e facile.
    Per dare meglio un'idea della struttura: di base io ho preferito scegliere una passione di base (disegno) unendole poi ad altre, ai quali in vari periodi vi sto dietro o meno, in base anche a quanto per me sono importanti o per semplice svago personale.
    Monitoro poi su un documento cosa sto facendo, con quanta frequenza, cosa sto studiando/praticando e come posso rendere le cose più semplici.
    Poi è ovvio che deve essere una cosa che piace davvero: io semplicemente sono cose a cui ho scelto di donare la vita, proprio perché l'idea e di poter trasmettere ad altri le mie conoscenze, nasce semplicemente dall'idea di aiutare gli altri, con quel che ho imparato, offrire le mie conoscenze e competenze per migliorare il sistema in cui viviamo.
    Per dire ieri dalle 7:30 di mattina fino alle 2:00 di notte sono stato dietro a disegno, letture e tanto altro.
    Questo perché è qualcosa che nel profondo ho sposato completamente, in ogni sfacettatura e dandogli anche il giusto peso: la vita però non è soltanto questo; vi è qualcosa che è ben superiore al materiale, all'intelletto, alle emozioni e le passioni per me.


    Questa perlomeno è stata la mia esperienza, ma penso sia sempre fondamentale, semplicemente rispondere con sincerità a quello che davvero si vuole: è una di quelle cose su cui non puoi mentire, poiché puoi anche privartene, ma ciò che il tuo cuore desidera continuerà a chiederlo, anche se cercherai di reprimere o dire bugie, è una verità così pura che non può essere eliminata.
    3 settimane fa
    Piace a 1 utente
  • Niente da dire, sento che è qualcosa di molto personale e ancora lontano per me giustamente.
    Quindi taccio per rispetto se non dicendo: auguri, per questa nuova esistenza che possa risplendere.
    1 mese fa
    Piace a 1 utente
  • CITAZIONE (Regina D'Autunno @ 11/10/2023, 12:54) 
    E' un'immagine un pò inquietante, sinceramente non penso che la tua mente sia così...

    Oscurità e luce vi è in ogni essere umano.
    "Il bene nel male e il male nel bene."
    Io stesso sono uguale a ogni essere umano: possiedo nella mia mente mostri e demoni, possiedo angeli e creature incantate, sta a me come scegliere di approcciarmi ad esse.

    La vedo un po' come Jung: è abbracciando la propria ombra che si può arrivare anche alla gioia.
    Ciò che mostro è proprio questo: la crudezza e meraviglia del mondo, accettandole entrambe, quando vi è questo equilibrio allora si può imparare a discernere.


    Vivere nell'eccessivo ottimismo o vivere nel dolore, sono entrambi illusioni che portano aridità nell'anima secondo me.

    CITAZIONE (Laurachan86 @ 11/10/2023, 13:03) 
    CITAZIONE (Lostinthevoid @ 10/10/2023, 20:31) 

    Ingurska



    (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff13065902/...214345253_y.jpg)



    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Creatura che ho disegnato per una eventuale sessione di D&D e racconto dark fantasy, forse rivisiterei il nome e qualcosa, ma intanto la tengo per il futuro, non si sa mai.

    Lo vedrei bene come personaggio di un gioco di ruolo, meglio ancora come Grande Antico in stile Arkham Horror... (Non so se conosci il gioco da tavolo) in caso contrario te lo consiglio!

    Grazie.

    Oddio no, ma me lo segno subito, dato che amo i giochi da tavolo!
    1 mese fa
  • Ingurska



    photo_5850551670214345253_y



    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Creatura che ho disegnato per una eventuale sessione di D&D e racconto dark fantasy, forse rivisiterei il nome e qualcosa, ma intanto la tengo per il futuro, non si sa mai.
    1 mese fa
    Piace a 3 utenti
  • CITAZIONE (Pecco73 @ 27/9/2023, 20:06) 
    Sembra quasi la genesi dei tuoi disegni, in cui l'elemento irrazionale, perfino demoniaco, è preponderante. Provo a sdrammatizzare, prendendomi forse un po' troppa confidenza: da poco hai visto la morte in faccia, e l'hai sconfitta, per cui tu sei, o puoi essere, più forte delle tue paure. Un abbraccio.

    Guarda caso leggo ciò proprio mentre hai 666 like. :laugh:
    Comunque sì, non era pensato, ma andando a interpretazione può essere anche in questo senso.

    CITAZIONE (Pecco73 @ 27/9/2023, 20:06) 
    Provo a sdrammatizzare, prendendomi forse un po' troppa confidenza: da poco hai visto la morte in faccia, e l'hai sconfitta, per cui tu sei, o puoi essere, più forte delle tue paure.

    Ci mancherebbe, apprezzo l'incoraggiamento, con tutta la perseveranza che ho farò sempre del mio meglio; guarda caso siamo in autunno: sento in questo momento anch'io di iniziare a far cadere alcune foglie, di lasciare andare alcune cose, mi sento così ed è buona cosa.

    CITAZIONE
    Un abbraccio.

    Altrettanto.
    1 mese fa
    Piace a 1 utente
  • Auguri! :palloncino:
    1 mese fa
  • Di amore e odio.

    Scrivevo da bambino alle elementari dei brevi racconti horror, abbinandoli con disegni di creature mostruose.
    Qualche volta anche fantascienza, ma in genere quasi sempre mischiando sempre con l'horror.
    Ho sempre immaginato creature orribili, mostri, sangue: sono stato influenzato molto anche da videogiochi(silent hill), video gore, fumetti di Dylan Dog e simili.
    Mi ha sempre affascinato il macabro, malinconico dell'esistenza; seppur ora abbia trovato un equilibrio anche tra luce e buio (ancora un po' immaturo).

    Vi è stato poi un enorme gap tra i 16 e 19 anni, dove non coltivavo molto i miei hobby, scrittura compresa, poiché sono nato in un ambiente dove non venivano molto lodate mie passioni e interessi, più che altro per i gusti che avevo venivo spesso criticato o mi era proibito mostrare o fare certe cose; è nato quindi in me, lo ammetto apertamente, un certo criticarmi e ricercare la perfezione.
    Non a caso a scuola, nonostante potessi essere capace di studiare e applicarmi, non credevo nelle mie potenzialità, sono sempre andato male, non aprivo neanche il libro, credendomi incapace di fare qualsiasi cosa.

    Di conseguenza sono stato molto discontinuo e mi ha negato di poter arrivare a livelli molto alti di scrittura, disegno e non solo, tendevo a non finire mai racconti, disegni o a fermarmi per lunghi periodi...
    Se avessi applicato di più, ora forse sarei molto più capace di quel che sarei ora: non me ne faccio una colpa comunque, non cambierei nulla di questa avventura con la scrittura.
    La amo ancora, seppur preferisca disegnare.
    Penso la scrittura, ma l'arte in generale mi abbia salvato in molte occasioni, seppur abbia faticato a volte, disegnare o scrivere, sono stati in certi periodi, una piccola luce che mi ha fatto sentire bene, come una madre che mi culla tra le sue braccia, mi da affetto o come una donna difficile, che non posso non amare nonostante i suoi difetti.

    Anche avessi 90 anni e tutti mi criticassero, continuerei a fare quello che mi piace, cercherò sempre di migliorare e godermi questo viaggio, sono cose che finalmente sono passate.
    1 mese fa
    Piace a 4 utenti
  • Eccomi qua, mi appresto finalmente a commentare guarito e con un pc nuovo finalmente! :genu:
    Una differenza colossale scrivere qua, faccio prima ed è molto più comodo.

    Ma tralasciando questo: penso vi sia un senso comune di isolamento e solitudine per alcuni tipi di personalità, quando si hanno certi interessi e pensieri, vi è una naturale conseguenza che alcuni sono più comuni, altri molto meno.
    Non voglio sparare sentenze definitive, non mi piace fare mai osservazioni assolute, premetto che è pur sempre basata su esperienza, ragionamento e informazioni; c'è da dire comunque, che si nota una certa difficoltà secondo me, in animi più complessi a creare una coesione con le persone, sembra vi sia maggiormente distacco e lontanza in quel che sono altri esseri umani.
    Io stesso l'ho notato nella mia età: sono molto poche le persone con cui trovo effettiva comunicazione, la maggior parte preferisce festa, discoteca, rumore e un po' di alcolici.
    Mi sembra a volte di essere in due piani diversi, non superiore ad esso o unico, più che altro diverso, più difficile da far aderire...
    Non mi credo affatto speciale.
    Ma questo è un discorso a parte non è una cosa che mi affligge per mia fortuna, ma voglio parlarne in un topic a parte sicuramente e capire questa dinamica che noto anche in altre persone, magari potendo osservare punti di vista diversi.

    Penso inoltre che sia comunque importante non romanticizzare troppo questa peculiarità: siamo meno unici e speciali di quel che pensiamo e nel vedersi come "la mente alternativa", quella "incompresa" si rischia la trappola del vittimismo e nel compiacere il proprio ego, evitando così anche non solo persone meravigliose, ma anche opportunità e persone molto simili a noi.
    Certamente comunque, è ovvio che nessuno potrà essere identico a noi o arrivare fino in fondo nel nostro animo: c'è una solitudine in ogni essere umano che non avrà fine; ma è un male questo?
    Dipende, io trovo meravigliosa questa solitudine intoccabile, nel quale solo io esisto.
    C'è da dire anche che non possiamo avere la pretesa gli altri si avvicinino: un po' di apertura, mostrarsi vulnerabili, crea opportunità di connessione, senza dover rinunciare per forza alla propria solitudine...
    Forse chi lo sa, persone che la pensano come noi, che anche loro si sentono così incomprese, sono sotto il nostro naso ma non ce ne siamo mai accorti parlando con esse, forse perché eravamo troppo presi noi stessi dal non sentirci capiti, chiusi nel nostro mondo.

    CITAZIONE
    I ritmi della vita reale, le esigenze dei familiari e degli amici, nonché degli animali che in qualche modo accudisco, i fuori programma, i contrattempi mi costringono però a giocare tutta un'altra partita. Ciò da una parte mi determina sofferenza ed estraniamento, dall'altra mi fa uscire dal mio guscio e toccare con mano i veri problemi, le priorità.
    D'altronde tutta la mia vita è stata un pendolo che ha oscillato tra quello che avrei dovuto e che avrei potuto fare.

    Mi ha colpito questa parte e sento di rispondere con un pensiero di Krishnamurti, seppur le motivazioni saranno differenti, vi è un filo conduttore simile secondo me.

    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Sapete cos'è l'autocontraddizione? Se nella mia vita volessi fare qualcosa in particolare e al tempo stesso desiderassi compiacere i miei genitori i quali vorrebbero che facessi qualcosa di diverso, ci sarebbe un confilitto, in me vi sarebbe una contraddizione.
    Ora, come posso risolvere tale contraddizione?
    Non posso risolverla nella mia interiorità, poiché non vi può essere alcuna integrazione tra l'essere e il fare, dunque la prima cosa da fare è liberarsi di tale contraddizione.

    Immaginate di voler studiare pittura perché per voi è fonte di felicità e supponete che vostro padre dica che dovete diventare un avvocato, un uomo d'affari, altrimenti vi taglierà fuori e non pagherà più per la vostra istruzione; in circostanze simili ci sarà in voi una contraddizione, vero?
    Ora come farete a liberarvi da questa contraddizione?
    [...]
    Vi sottometerete alla volontà di vostro padre? Così facendo mettereste da parte la vostra felicità e intraprendere qualcosa che non amate veramente.
    Mentre se vi opponeste a vostro padre?
    "Mi spiace, non mi importa se dovrò chiedere l'elemosina, se soffrirò la fame, ma io farò il pittore."
    Allora la contraddizione sarà destinata a venir meno: in tal caso l'essere e il fare potranno coesistere.
    [...]
    Ma se diventaste un avvocato, un uomo d'affari, mentre il vostro reale desiderio è fare il pittore, allora per il resto della vostra vita non sarete che un essere umano apatico, stanco, che vive nel tormento, nella frustrazione, nell'infelicità, che distrugge se stesso e gli altri.




    Che altro dire? Come dissi nel sondaggio mi trovo affine a quello che hai scritto, penso in fondo, che quella luce risiede in noi: forse è dalla solitudine stessa, incomprensione, sentirsi distanti, il segreto della propria fiamma che vuole ardere.
    1 mese fa
    Piace a 3 utenti
  • "Takuan, va davvero bene per me vivere?"
    (Dal manga "Vagabond")
    1 mese fa
  • CITAZIONE (Regina D'Autunno @ 29/9/2023, 23:34) 
    Quando qualcuno si è sentito inquieto o addirittura arrabbiato con la vita, a volte basta poco per avere un animo più sereno...
    Grazie Lost per questa sentita condivisione! 💞

    Decisamente.
    Prego!

    CITAZIONE (Pecco73 @ 30/9/2023, 00:10) 
    CITAZIONE (Lostinthevoid @ 29/9/2023, 23:16) 

    Senza titolo



    Una volta, un bambino incontrato per caso mi disse che ero gentile; non ricordo bene perché me lo disse, forse gli avevo ridato un pallone o qualcosa di simile.
    Sul momento timidamente ringraziai, non me lo aspettavo; mi aspettavo un "grazie" nulla di più...
    Invece si era fermato un momento e mi ha guardato dicendo ciò.
    Mi chiedo ora che fine abbia fatto, era un bambino che girava proprio nel mio quartiere.

    Non so perché mi sia tornato in mente a caso, ma ripensarci a volte, scalda il cuore: forse perché dentro di me, a lungo ho coltivato tanta rabbia verso gli altri e me stesso, ho sentito in quel momento di aver ricevuto un po' di perdono per le mie azioni.
    Grazie, chiunque tu sia, piccolo amico.

    Se avessi scritto questo bel pensiero in forma poetica avresti avuto buone possibilità di vincere il sondaggio "fuori gara" del turno di League in corso (il tema che tratti rientra benissimo nell'"Assoluzione"). 🙂

    Dici haha?
    Grazie!

    CITAZIONE (Kira~ @ 30/9/2023, 01:17) 
    Mi piace sempre leggere il tuo diario Lost. ^_^
    Qualsiasi persona che incontriamo nella nostra vita, anche solo per un attimo, ci lascia qualcosa di sé o ci insegna qualcosa sul nostro conto.

    Sì, lo penso anch'io.
    A volte basta poco: anche solo un sorriso, può cambiare la giornata a qualcun'altro.

    A volte certe piccole azioni inaspettate, persino concezioni o la vita stessa.
    1 mese fa
  • Senza titolo



    Una volta, un bambino incontrato per caso mi disse che ero gentile; non ricordo bene perché me lo disse, forse gli avevo ridato un pallone o qualcosa di simile.
    Sul momento timidamente ringraziai, non me lo aspettavo; mi aspettavo un "grazie" nulla di più...
    Invece si era fermato un momento e mi ha guardato dicendo ciò.
    Mi chiedo ora che fine abbia fatto, era un bambino che girava proprio nel mio quartiere.

    Non so perché mi sia tornato in mente a caso, ma ripensarci a volte, scalda il cuore: forse perché dentro di me, a lungo ho coltivato tanta rabbia verso gli altri e me stesso, ho sentito in quel momento di aver ricevuto un po' di perdono per le mie azioni.
    Grazie, chiunque tu sia, piccolo amico.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • Ossequi, do il mio voto a Lucky: racconto che ho trovato così dolce e di un animo, almeno leggendo, direi fanciullesco.
    Forse apprezzato anche per affinità e forse anche perché mi sono immerso in quel bosco, credo di essermi perso un po'...

    Menzioni anche per Alan e Pecco, quest'ultimo volevo anche commentarlo, ma al momento mi è risalita un po' la febbre e ci tengo a fare un commento più accurato appena guarirò: ci ho visto cose in comune con la mia attuale gioventù e una certa sensibilità, che mi ha fatto riflettere.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • Vedo che stai uscendo un po' dagli haisan (almeno dall'ultima volta che ti ho letto).

    Concordo comunque: penso sia necessario un equilibrio tra una mente acuta e un cuore folle, come lessi una volta in una frase.
    1 mese fa
  • Narrativa semplice, ma coerente poiché cerca di immergersi nella piccola e povera protagonista.
    Passiamo da scene di natura quasi angelica, il calore di una madre... Alla fredda oscurità di morte, guerra, fame e distruzione.
    È apprezzabile in ciò secondo me come viene evidenziata l'innocenza e purezza della bambina alla vista di armi, bombe ("uccelli") ecc...
    Unica pecca è la punteggiatura, un po' troppi punti in alcune parti.
    Inoltre penso che manchi un "po' di pepe", "qualcosa di nuovo", lo scenario e realtà della guerra l'ho letto varie volte (non nel senso che non è importante, è parte della storia umana purtroppo, ci mancherebbe); avrei forse apprezzato un punto di vista diverso, qualche spunto nuovo sulla natura della guerra e la crudeltà dell'uomo.


    Nel complesso comunque un racconto che non ho trovato brutto, forse solo avrei apprezzato qualcosa di più.
    1 mese fa
  • CITAZIONE (Huine @ 27/9/2023, 18:37) 
    Per via di quell'incidente che facesti?

    Anche.
    Non andrò nel dettaglio: ammetto che il mio corpo un po' mi distrae , ma sono grato non sia messo peggio!
    Con le giuste cure recupererò.
    Finché la mia anima arde, andrò avanti aldilà del mio corpo, questo per me è l'importante.

    CITAZIONE
    Io lavoro da un mese in un nuovo posto e grazie a ciò ho finalmente una vita normale. Adesso ho la possibilità di dedicarmi di nuovo ai miei hobby, ho anche iniziato un corso di Sumie, la pittura giapponese.

    Che bella cosa, mi fa piacere che tu abbia trovato più spazio per coltivare hobby: senza coltivare passioni, si diventa macchine efficenti ma vuote.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
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