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  • Dipende come intendiamo osservare quella che chiamiamo passione secondo me.
    Vi è una differenza tra l'amare una passione e vivere per una passione: se prendiamo per esempio un'artista professionista, osserviamo i suoi quadri meravigliosi...
    E vien da pensare "cavoli! Mi ci metto anch'io."
    poi però ci si rende conto che c'é la teoria da imparare dietro, la fatica nel capire come disegnare un certo soggetto, disegni che vengono orribili: il punto è che la persona che ama una passione vede solo il fiore, ma non il frutto, non la fatica dietro, non le ore passate a riprovare e riprovare sul foglio, non i momenti di sconforto, i dubbi.
    Dipende anche se si è disposti a impegnarsi o a volere solo risultati.
    Una persona che vive una passione, abbraccia anche i disegni che vengono male, ama fallire, accetta ogni ostacolo e cerca di capire continuamente come migliorare, anche quando ha competenze altissime si vede sempre come un principiante che ha tanto da comprendere.
    Se la strada è quella di più passioni, è quella di rendersi sempre conto di essere dei grandissimi idioti a questo mondo, secondo me.


    Questo è il primo pensiero che mi viene in mente a riguardo.
    C'è anche da dire però come viene suggerito qui sopra, che non per forza si deve approfondire tutto, non esiste un modo giusto o sbagliato per seguire le passioni, che sia caotico o meno, penso che siamo noi a scegliere come vivere ciò, con la massima sincerità su quello che davvero vogliamo, perché lo vogliamo.
    Lo voglio per sentirmi importante o davvero ci tengo?
    Qual è per me il modo migliore e felice per farlo?
    Sembrano domande banali ma è molto importante.
    Penso questa problematica nasca anche dal fatto che viene insegnato di focalizzarsi su una cosa sola, quando l'essere umano può benissimo far di più; non si conta la natura di ognuno e modi di essere così diversi che vi possono esssere infinite varianti nel proprio percorso artistico, lavorativo, personale e spirtuale che sia.


    Per quel che è la mia esperienza, io ho fatto una scelta: in quel che amo fare, darò tutto quello che ho da offrire e non lo venderò mai per ridurmi a fare un lavoro che non mi piace, una vita statica, fredda e pensando solo a "fare carriera."
    Ho sempre considerato l'esistenza come un'opportunità ben maggiore; mi sono chiesto cosa mi farebbe sentire soddisfatto quando sarò morto.
    E ho deciso che se anche dovessi marcire per strada, farò quello che ritengo necessario, anche a costo di morire senza un soldo, anche a costo di rimanere solo per sempre e deriso da tutti quanti.
    Ovviamente sto cercando comunque di guadagnare con le mie passioni, è più per sottolineare l'importanza di una promessa.

    Nell'atto pratico ammetto che inizialmente è stato arduo: ma alla fine semplicemente organizzo le varie passioni un po' come una sorta di "scuola" (ho sempre preferito studiare da solo che nella scuola effettiva), divido le materie in ore durante la giornata e a ogni materia che mi interessa al momento dedico del tempo; cercando di assimilarle con i vari impegni in modo chiaro, accurato e facile.
    Per dare meglio un'idea della struttura: di base io ho preferito scegliere una passione di base (disegno) unendole poi ad altre, ai quali in vari periodi vi sto dietro o meno, in base anche a quanto per me sono importanti o per semplice svago personale.
    Monitoro poi su un documento cosa sto facendo, con quanta frequenza, cosa sto studiando/praticando e come posso rendere le cose più semplici.
    Poi è ovvio che deve essere una cosa che piace davvero: io semplicemente sono cose a cui ho scelto di donare la vita, proprio perché l'idea e di poter trasmettere ad altri le mie conoscenze, nasce semplicemente dall'idea di aiutare gli altri, con quel che ho imparato, offrire le mie conoscenze e competenze per migliorare il sistema in cui viviamo.
    Per dire ieri dalle 7:30 di mattina fino alle 2:00 di notte sono stato dietro a disegno, letture e tanto altro.
    Questo perché è qualcosa che nel profondo ho sposato completamente, in ogni sfacettatura e dandogli anche il giusto peso: la vita però non è soltanto questo; vi è qualcosa che è ben superiore al materiale, all'intelletto, alle emozioni e le passioni per me.


    Questa perlomeno è stata la mia esperienza, ma penso sia sempre fondamentale, semplicemente rispondere con sincerità a quello che davvero si vuole: è una di quelle cose su cui non puoi mentire, poiché puoi anche privartene, ma ciò che il tuo cuore desidera continuerà a chiederlo, anche se cercherai di reprimere o dire bugie, è una verità così pura che non può essere eliminata.
    3 settimane fa
    Piace a 1 utente
  • Niente da dire, sento che è qualcosa di molto personale e ancora lontano per me giustamente.
    Quindi taccio per rispetto se non dicendo: auguri, per questa nuova esistenza che possa risplendere.
    1 mese fa
    Piace a 1 utente
  • Ingurska



    photo_5850551670214345253_y



    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Creatura che ho disegnato per una eventuale sessione di D&D e racconto dark fantasy, forse rivisiterei il nome e qualcosa, ma intanto la tengo per il futuro, non si sa mai.
    1 mese fa
    Piace a 3 utenti
  • CITAZIONE (Pecco73 @ 27/9/2023, 20:06) 
    Sembra quasi la genesi dei tuoi disegni, in cui l'elemento irrazionale, perfino demoniaco, è preponderante. Provo a sdrammatizzare, prendendomi forse un po' troppa confidenza: da poco hai visto la morte in faccia, e l'hai sconfitta, per cui tu sei, o puoi essere, più forte delle tue paure. Un abbraccio.

    Guarda caso leggo ciò proprio mentre hai 666 like. :laugh:
    Comunque sì, non era pensato, ma andando a interpretazione può essere anche in questo senso.

    CITAZIONE (Pecco73 @ 27/9/2023, 20:06) 
    Provo a sdrammatizzare, prendendomi forse un po' troppa confidenza: da poco hai visto la morte in faccia, e l'hai sconfitta, per cui tu sei, o puoi essere, più forte delle tue paure.

    Ci mancherebbe, apprezzo l'incoraggiamento, con tutta la perseveranza che ho farò sempre del mio meglio; guarda caso siamo in autunno: sento in questo momento anch'io di iniziare a far cadere alcune foglie, di lasciare andare alcune cose, mi sento così ed è buona cosa.

    CITAZIONE
    Un abbraccio.

    Altrettanto.
    1 mese fa
    Piace a 1 utente
  • Di amore e odio.

    Scrivevo da bambino alle elementari dei brevi racconti horror, abbinandoli con disegni di creature mostruose.
    Qualche volta anche fantascienza, ma in genere quasi sempre mischiando sempre con l'horror.
    Ho sempre immaginato creature orribili, mostri, sangue: sono stato influenzato molto anche da videogiochi(silent hill), video gore, fumetti di Dylan Dog e simili.
    Mi ha sempre affascinato il macabro, malinconico dell'esistenza; seppur ora abbia trovato un equilibrio anche tra luce e buio (ancora un po' immaturo).

    Vi è stato poi un enorme gap tra i 16 e 19 anni, dove non coltivavo molto i miei hobby, scrittura compresa, poiché sono nato in un ambiente dove non venivano molto lodate mie passioni e interessi, più che altro per i gusti che avevo venivo spesso criticato o mi era proibito mostrare o fare certe cose; è nato quindi in me, lo ammetto apertamente, un certo criticarmi e ricercare la perfezione.
    Non a caso a scuola, nonostante potessi essere capace di studiare e applicarmi, non credevo nelle mie potenzialità, sono sempre andato male, non aprivo neanche il libro, credendomi incapace di fare qualsiasi cosa.

    Di conseguenza sono stato molto discontinuo e mi ha negato di poter arrivare a livelli molto alti di scrittura, disegno e non solo, tendevo a non finire mai racconti, disegni o a fermarmi per lunghi periodi...
    Se avessi applicato di più, ora forse sarei molto più capace di quel che sarei ora: non me ne faccio una colpa comunque, non cambierei nulla di questa avventura con la scrittura.
    La amo ancora, seppur preferisca disegnare.
    Penso la scrittura, ma l'arte in generale mi abbia salvato in molte occasioni, seppur abbia faticato a volte, disegnare o scrivere, sono stati in certi periodi, una piccola luce che mi ha fatto sentire bene, come una madre che mi culla tra le sue braccia, mi da affetto o come una donna difficile, che non posso non amare nonostante i suoi difetti.

    Anche avessi 90 anni e tutti mi criticassero, continuerei a fare quello che mi piace, cercherò sempre di migliorare e godermi questo viaggio, sono cose che finalmente sono passate.
    1 mese fa
    Piace a 4 utenti
  • Eccomi qua, mi appresto finalmente a commentare guarito e con un pc nuovo finalmente! :genu:
    Una differenza colossale scrivere qua, faccio prima ed è molto più comodo.

    Ma tralasciando questo: penso vi sia un senso comune di isolamento e solitudine per alcuni tipi di personalità, quando si hanno certi interessi e pensieri, vi è una naturale conseguenza che alcuni sono più comuni, altri molto meno.
    Non voglio sparare sentenze definitive, non mi piace fare mai osservazioni assolute, premetto che è pur sempre basata su esperienza, ragionamento e informazioni; c'è da dire comunque, che si nota una certa difficoltà secondo me, in animi più complessi a creare una coesione con le persone, sembra vi sia maggiormente distacco e lontanza in quel che sono altri esseri umani.
    Io stesso l'ho notato nella mia età: sono molto poche le persone con cui trovo effettiva comunicazione, la maggior parte preferisce festa, discoteca, rumore e un po' di alcolici.
    Mi sembra a volte di essere in due piani diversi, non superiore ad esso o unico, più che altro diverso, più difficile da far aderire...
    Non mi credo affatto speciale.
    Ma questo è un discorso a parte non è una cosa che mi affligge per mia fortuna, ma voglio parlarne in un topic a parte sicuramente e capire questa dinamica che noto anche in altre persone, magari potendo osservare punti di vista diversi.

    Penso inoltre che sia comunque importante non romanticizzare troppo questa peculiarità: siamo meno unici e speciali di quel che pensiamo e nel vedersi come "la mente alternativa", quella "incompresa" si rischia la trappola del vittimismo e nel compiacere il proprio ego, evitando così anche non solo persone meravigliose, ma anche opportunità e persone molto simili a noi.
    Certamente comunque, è ovvio che nessuno potrà essere identico a noi o arrivare fino in fondo nel nostro animo: c'è una solitudine in ogni essere umano che non avrà fine; ma è un male questo?
    Dipende, io trovo meravigliosa questa solitudine intoccabile, nel quale solo io esisto.
    C'è da dire anche che non possiamo avere la pretesa gli altri si avvicinino: un po' di apertura, mostrarsi vulnerabili, crea opportunità di connessione, senza dover rinunciare per forza alla propria solitudine...
    Forse chi lo sa, persone che la pensano come noi, che anche loro si sentono così incomprese, sono sotto il nostro naso ma non ce ne siamo mai accorti parlando con esse, forse perché eravamo troppo presi noi stessi dal non sentirci capiti, chiusi nel nostro mondo.

    CITAZIONE
    I ritmi della vita reale, le esigenze dei familiari e degli amici, nonché degli animali che in qualche modo accudisco, i fuori programma, i contrattempi mi costringono però a giocare tutta un'altra partita. Ciò da una parte mi determina sofferenza ed estraniamento, dall'altra mi fa uscire dal mio guscio e toccare con mano i veri problemi, le priorità.
    D'altronde tutta la mia vita è stata un pendolo che ha oscillato tra quello che avrei dovuto e che avrei potuto fare.

    Mi ha colpito questa parte e sento di rispondere con un pensiero di Krishnamurti, seppur le motivazioni saranno differenti, vi è un filo conduttore simile secondo me.

    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Sapete cos'è l'autocontraddizione? Se nella mia vita volessi fare qualcosa in particolare e al tempo stesso desiderassi compiacere i miei genitori i quali vorrebbero che facessi qualcosa di diverso, ci sarebbe un confilitto, in me vi sarebbe una contraddizione.
    Ora, come posso risolvere tale contraddizione?
    Non posso risolverla nella mia interiorità, poiché non vi può essere alcuna integrazione tra l'essere e il fare, dunque la prima cosa da fare è liberarsi di tale contraddizione.

    Immaginate di voler studiare pittura perché per voi è fonte di felicità e supponete che vostro padre dica che dovete diventare un avvocato, un uomo d'affari, altrimenti vi taglierà fuori e non pagherà più per la vostra istruzione; in circostanze simili ci sarà in voi una contraddizione, vero?
    Ora come farete a liberarvi da questa contraddizione?
    [...]
    Vi sottometerete alla volontà di vostro padre? Così facendo mettereste da parte la vostra felicità e intraprendere qualcosa che non amate veramente.
    Mentre se vi opponeste a vostro padre?
    "Mi spiace, non mi importa se dovrò chiedere l'elemosina, se soffrirò la fame, ma io farò il pittore."
    Allora la contraddizione sarà destinata a venir meno: in tal caso l'essere e il fare potranno coesistere.
    [...]
    Ma se diventaste un avvocato, un uomo d'affari, mentre il vostro reale desiderio è fare il pittore, allora per il resto della vostra vita non sarete che un essere umano apatico, stanco, che vive nel tormento, nella frustrazione, nell'infelicità, che distrugge se stesso e gli altri.




    Che altro dire? Come dissi nel sondaggio mi trovo affine a quello che hai scritto, penso in fondo, che quella luce risiede in noi: forse è dalla solitudine stessa, incomprensione, sentirsi distanti, il segreto della propria fiamma che vuole ardere.
    1 mese fa
    Piace a 3 utenti
  • Senza titolo



    Una volta, un bambino incontrato per caso mi disse che ero gentile; non ricordo bene perché me lo disse, forse gli avevo ridato un pallone o qualcosa di simile.
    Sul momento timidamente ringraziai, non me lo aspettavo; mi aspettavo un "grazie" nulla di più...
    Invece si era fermato un momento e mi ha guardato dicendo ciò.
    Mi chiedo ora che fine abbia fatto, era un bambino che girava proprio nel mio quartiere.

    Non so perché mi sia tornato in mente a caso, ma ripensarci a volte, scalda il cuore: forse perché dentro di me, a lungo ho coltivato tanta rabbia verso gli altri e me stesso, ho sentito in quel momento di aver ricevuto un po' di perdono per le mie azioni.
    Grazie, chiunque tu sia, piccolo amico.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • Ossequi, do il mio voto a Lucky: racconto che ho trovato così dolce e di un animo, almeno leggendo, direi fanciullesco.
    Forse apprezzato anche per affinità e forse anche perché mi sono immerso in quel bosco, credo di essermi perso un po'...

    Menzioni anche per Alan e Pecco, quest'ultimo volevo anche commentarlo, ma al momento mi è risalita un po' la febbre e ci tengo a fare un commento più accurato appena guarirò: ci ho visto cose in comune con la mia attuale gioventù e una certa sensibilità, che mi ha fatto riflettere.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • CITAZIONE (Huine @ 27/9/2023, 18:37) 
    Per via di quell'incidente che facesti?

    Anche.
    Non andrò nel dettaglio: ammetto che il mio corpo un po' mi distrae , ma sono grato non sia messo peggio!
    Con le giuste cure recupererò.
    Finché la mia anima arde, andrò avanti aldilà del mio corpo, questo per me è l'importante.

    CITAZIONE
    Io lavoro da un mese in un nuovo posto e grazie a ciò ho finalmente una vita normale. Adesso ho la possibilità di dedicarmi di nuovo ai miei hobby, ho anche iniziato un corso di Sumie, la pittura giapponese.

    Che bella cosa, mi fa piacere che tu abbia trovato più spazio per coltivare hobby: senza coltivare passioni, si diventa macchine efficenti ma vuote.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • Luke, è un racconto che scalda il cuore: mi sembra quasi di scorgere l'animo di un bambino immerso nella natura.
    È raro vedere persone che hanno un legame così genuino con il verde, molti adulti dimenticano spesso questo lato così nobile: lo dico anche da giovane ventenne; molti della mia età ( non tutti, perlomeno) li vedo spesso incollati a schermi, approvazione sui social o eccessi come alcol e simili...
    Mi rende felice, in un certo senso, vedere qualcuno che si connette con la propria vera casa.

    Da amante anch'io dei boschi, del grembo della terra, del calore nell'abbraccio di un albero, dei rumori di piccoli animali e sussurri di vita, non posso che essermi immerso in questo racconto.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti


  • Buio



    C'è un velo di angoscia nel silenzio della notte: come un peso sullo sterno invisibile, che inietta paranoie nelle mie paure più oscure.
    È strano come ogni cosa nel buio assuma una forma minacciosa, ogni minimo rumore o piccola sensazione diventi percepibile.
    Mi rigiro e mi rigiro spesso, cerco di allontanare queste intrusioni mentali: in fondo sono solo fantasie…
    Ma c'è sempre una strana aura attorno a me di pericolo, come di un predatore che mi osserva; sembra quasi una qualche entità possa sentire il mio respiro, il leggero affanno e il battito accelerato dovuto alla tachicardia, sento come se percepisse l'odore delle mie più profonde incertezze, su me stesso e il mondo.
    A volte mi sembra di sentire qualcosa, forse un leggero sussurro o qualcosa che si è mosso.
    Ho una sorta di timore irrazionale, che una creatura venuta dall'inferno, mi compaia all'improvviso a pochi centimetri dal viso; il punto, è che non è tanto la comparsa di qualcosa di così indicibile al centro di tutto questo.
    No.
    È l'infinita attesa, quel vedo non vedo, che tortura più di ogni cosa: è sottile, è come un tormento senza fine, poiché se almeno un demone comparisse nella mia stanza almeno saprei cosa mi spaventa, avrei quel briciolo di certezza, una risposta…
    Potrebbe anche uccidermi e il tutto almeno potrebbe concludersi per darmi una conferma.
    Ma invece è così: il non sapere, il non capire la reale natura di quello che ho di fronte, un eterno dubbio che non avrà mai fine o risposta.
    È un silenzio, nel quale un urlo agghiacciante, bestie, tempeste, sarebbero opzioni migliori.
    Come ogni notte allora chiudo gli occhi, se non altro mi addormento lo stesso per non pensare: ma dentro di me si annida quel piccolo parassita mentale che striscia senza sosta.
    C'è quella immutabile consapevolezza che qualsiasi orrore si celi nell'Ignoto, quando sorgerà la mia ora risveglierà in me ogni paura primordiale, tutto ciò che non vorrei mai vedere negli abissi del mio cuore.
    La parte peggiore è che non so quando accadrà…
    O per meglio dire: forse non potrò mai saperlo.





    SPOILER (clicca per visualizzare)
    Pubblico in ritardo causa impegni e problemi di salute, mi spiace a volte essere un po' scostante, ma faccio il possibile: mi sono affezionato a questo piccolo rifugio.
    In ogni caso, ci tenevo anch'io almeno a scrivere qualcosa.
    Saluti. :cappello:
    1 mese fa
    Piace a 3 utenti
  • Che coincidenza, settimane fa mi ponevo riflessioni simili a quelle trattate in questo racconto.

    Penso comunque, vi sia certamente un senso comune di "chiacchiera", quel parlare del più e del meno, da un lato è anche normale: di certo non è che ti metti a parlare di astrofisica in una conversazione e ci sta parlare di cazzate.
    Sono belle le cazzate ogni tanto.
    Vi è però a volte quel senso malinconico di noia, di voler cercare qualcosa di più, specie nel gruppo e nel conversare: che sia anche un modo di ricercare un qualche calore? Approvazione? Amore?
    O almeno, questo è secondo le mie esperienze e osservazioni: ho spesso percepito una certa distanza, noia, futilità.
    Ho capito allora, che cercare un filo conduttore era più semplice con poche o una persona sola, in nicchie particolari e con anche abbastanza fortuna.

    Penso sia importante però non scadere nella mentalità "della mente incompresa", "speciale, alternativa" o si scade nel far parte di una massa più grande e nel chiudersi inconsciamente a persone nuove.
    A volte penso che molte persone a noi affini si nascondano nel gruppo per paura, indossano una maschera: la paura del giudizio, l'incomprensione.
    Io stesso a volte l'ho fatto, viene quel pensare "ma che dico a fare queste cose che penso? Meglio dire cazzate."
    Eppure a volte penso vi debba essere la volontà di rompere la maschera, forse a volte anche chi come noi allora si farà coraggio e aprirà o forse non cambierà nulla; ma in fondo che vi sarebbe da perdere? È sempre meglio di recitare, è più genuino.

    In altri casi comunque è spesso raro incontrare persone di certe categorie, semplicemente perché vi sono interessi e personalità meno comuni, basta andare nei posti giusti (ovvio che in posto per esempio come una discoteca, saranno diverse da quelle di un gruppo di lettura) e avere pazienza, non farsi grandi aspettative aprirsi un po', spesso anche la cosa è molto spontanea dopo.
    È verò che però con certe tendenze vi sarà meno aderire al gruppo e trovare "simili"?
    Probabile, ma ha anche i suoi vantaggi: selezione più accurata…
    Sono sempre dell'idea "meglio pochi ma buoni" trovo più facile dedicare il mio tempo a poche persone, ma con rapporti curati, sani e senza avere troppe pretese di chi se ne va e viene.



    Io stesso mi immaginavo tanti scenari per domande simili, come potevo avvicinarmi a quella persona, come potevo fare meglio, una risposta a quella domanda: ma forse a volte, semplicemente non ci sarà mai una risposta.
    Poi ho capito che è inutile farsi pippe mentali; se destino non c'è mai stato, meglio così, meno tempo perso, meno energie sprecate.
    A volte penso sia bello il fatto che quella persona è bello lasciarla andare, non faceva per noi e ha senso tenersi aperti per le persone che ci aspettano nel nostro cammino, piuttosto che chiudersi nella proprio rimuginare.



    Comunque bel racconto, ti immerge proprio nel flusso di cosncienza del protagonista e fa riflettere su questi argomenti.
    1 mese fa
    Piace a 2 utenti
  • Senza titolo



    20230913_202040



    Rieccomi dopo un periodo di assenza a condividere i miei disegni.
    Dopo alcune domande che la vita pone ogni tanto, a cui ho risposto, impegni e qualche problema di salute...
    Eccomi qui.

    Nonostante non stessi pubblicando molto, nel frattempo ho continuato a disegnare e a migliorare, questo è l'ultimo che ho fatto (se non erro, ce ne sarebbero altri, ma sono semplici bozze e esercizi).


    In seguito ne pubblicherò altri più vecchi e anche qualcuno che sto facendo adesso.

    Saluti. :cappello:
    2 mesi fa
    Piace a 2 utenti
  • È interessante, per due motivi almeno per me: è un tipo di vita in parte opposta alla mia, che stimola visioni differenti; dall'altra parte parli di come da un lato ami il fatto che accettino la tua scelta e dall'altro hai una sorta di odio per questa accettazione.
    Un paradosso, che in realtà penso addirittura si auto-risponda.

    Ebbene, se osserviamo la vita è un costante cambiamento: è il naturale scorrere dell'esistenza, per quanto l'uomo possa cercare di rimanere fermo in luoghi, persone o stati interni è andare contro il flusso stesso; vi è quindi la scelta di lasciarsi trasportare da esso sorridendo, oppure farsi travolgere da esso cercando una battaglia persa in partenza.
    Lo stesso vale per lasciare il proprio nido familiare, è innegabile che come si suol dire "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca", una scelta comporta anche a rinunciare ad altre, ma è un sacrificio che nel lungo termine ha più benefici, certo con qualche scorticamento qua e là, ma che se visto meglio ci è molto utile per la nostra esperienza di apprendimento…
    Avere tutto, non rende forse "troppo ingordi di vivere?"

    D'altra parte penso sia anche possibile avere entrambe le cose, basta avere un sano equilibrio se si impara a discernere: l'amore più grande che puoi dare spesso è la tua libertà a una persona, non solo per un familiare, ma anche un partner, un amico o amica, immagina se tutto funzionasse secondo i desideri, per quanto all'apparenza amorevole, ma con in fondo desideri egoistici di ognuno!
    Sarebbe un disastro peggiore di quanto è attualmente il mondo.
    Per questo abbiamo il dono del libero arbitrio e per questo così come si è amato, le persone cambiano, noi cambiamo, i giorni diventano ricordi, ma non è forse questo naturale processo della vita la cosa migliore?
    Più che pre-occuparsi di quel che "è stato" penso sia più importante "occuparsi" di quel che è oggi, in modo da non avere pentimenti un domani.
    Lo stesso magari vale per i tuoi genitori: penso sia anche più importante amarli per quelli che sono ora e per quanto possibile dare tutte le cure che riesci finché esistono; rimanendo ancorati a quel che erano ieri, amerai due persone per quanto esistite, ora immaginarie.
    I tuoi genitori sono qui adesso, ed è importante amare e dare quel che è possibile ora secondo me.
    Non servono penso gesti plateali o chissà che: a volte basta poco per dare tanto.


    Sono comunque dinamiche di un'altra persona e con particolari che non conosco, quindi prego di prendere le mie parole con le pinze, avendo avuto io esperienze diverse e ancora da imparare, sto solo commentando da spettatore, un semplice viandante che è passato di qui.
    Parlando più del brano in sé, penso abbia la particolarità (direi un punto molto vantaggioso), di potersi rispecchiare in molti modi diversi nelle persone che hanno commentato, ma con un punto comune in ognuna di esse.

    Sulle parte tecniche in sé non ho molto da dire che non sia stato aggiunto, mi è piaciuto molto, penso perché è molto ben congeniato e che colpisce emotivamente da entrambi i lati: sia per un figlio, che per un genitore, non prende solo una nicchia, ma si collega all'intero pubblico con diverse sfaccettature.
    Non so se era un'idea voluta o meno, ma in ogni caso, è comunque una lettura toccante.
    2 mesi fa
    Piace a 2 utenti
  • CITAZIONE (Fulci Forever @ 13/9/2023, 14:04) 
    My peluchino

    (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff10336030/...0913_135920.jpg)

    (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff10336030/...0913_135928.jpg)

    (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff10336030/...0913_135935.jpg)

    Che bel cagnone!
    2 mesi fa
    Piace a 1 utente
    • 1/26
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