La poesia mi è piaciuta; tuttavia, leggendo le prime volte mi sono arrivate delle belle immagini, ma poco del significato. Questo secondo me toglie qualcosa alla poesia, perché se mentre leggo non ho idea di cosa sto leggendo, l'esperienza complessiva ne risente. Io invito sempre a pensare di essere il lettore, e cercare di capire se il messaggio che si vuole comunicare arriva al lettore in maniera ottimale, oppure no. Per esempio, se io leggo la prima strofa senza un contesto, per me vuol dire tutto e niente: cos'è la lacrima argentata? In che senso è ricamata nel sentimento? Quale? Insomma, troppe domande che fanno andare la poesia oltre quella soglia di "buona cripticità", per mio gusto.
Detto questo, la poesia presenta delle immagini veramente belle, si percepisce l'atmosfera scura, cupa, ma comunque con delle luci, che però sono distanti. C'è anche una bella contrapposizione lungo tutta la poesia, quella tra la paglia della creatura, qualcosa di spento e opaco, e l'argento, il respiro gelato, le luci, tutte cose invece più lucide e luminose. Per quanto mi piacciano, devo però dire che ce n'è forse un eccesso, di queste immagini metaforiche, quasi surrealiste, spesso sottoforma di accostamenti tra sostantivi astratti e verbi concreti (ricamata nel sentimento, sussurrava desideri, aveva sogni appesi...), il che da un lato aiuta l'atmosfera quasi onirica, dall'altro rende difficile trovare delle immagini tangibili a cui potersi aggrappare per interpretare la poesia (da qui il lento arrivo del significato, di cui parlavo prima).
Il ritmo non è male, ci sono vari punti in cui vengono accostati versi trocaici a versi giambici, spesso un abbinamento vincente, e altri punti in cui forse si poteva migliorare un po'. Se non ci hai prestato attenzione, ti consiglio di studiarti un po' i ritmi perché hai sicuramente un buon orecchio! 
Un appunto - forse più una domanda - che faccio è: perché dividere i primi due versi? Insieme avrebbero formato un bel decasillabo 2-5-7-9, primo emistichio senario 2-5 e chiusura trocaica 
Il gigantesco difetto è la mancanza della punteggiatura: quattro strofe con una virgola non sono accettabili; la punteggiatura serve nella poesia quanto nella prosa e serve per guidare il lettore nella corretta interpretazione dei periodi, cosa che qui spesso non avviene, creando confusione e smarrimento in certi punti.
Arrivando al contenuto, ti dico come io ho interpretato la poesia, rileggendola con calma e analizzando verso per verso. La creatura di paglia mi ha fatto pensare a uno spaventapasseri, credo anche che sia la rappresentazione allegorica del poeta. Uno spaventapasseri serve per spaventare appunto, ed è da solo, quindi forse c'è una visione negativa di te stesso; è anche vero che lo spaventapasseri sta fermo sul posto, anche se non per sua volontà (solo lo spaventapasseri, però ). Ci leggo della solitudine, con però della voglia di stare insieme a qualcuno (qualcuna?). La notte, specialmente quando si è nel letto prima di dormire, è il momento in cui si è a conti fatti da soli con sé stessi e il momento in cui è più facile riflettere e creare pensieri o addirittura intere storie mentali. Nella notte quindi la creatura di paglia sussurra desideri e i suoi sogni appesi (di un dolce incontro, forse) prendono vita come fossero delle stelle, che si vedono ma sono irraggiungibili. Ma la "luce" in poesia vale spesso per "occhi", quindi le piccole luci potrebbero rappresentare uno sguardo che il poeta immagina (cura), nel momento in cui il sentimento (il secondo innamorato) avanza e l'ispirazione (l'ora dell'artista) galoppa. Cioè, appunto, ogni notte.
Ma essendo tutto ciò effimero, l'avere un'altra storia immaginaria da raccontare a sé stessi, o al destino o alla coincidenza (provo a decifrare la grande madre), è una frase detta con una voce quasi piangente.
Non so se ci ho preso o meno, comunque secondo me se aggiusti un po' il tiro quando scrivi, potresti migliorare molto in poco tempo! Bravo |