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Mentre ascoltavo musica e scrivevo, mi è venuto in mente un ricordo a random. Ricordo qualche settimana fa, di aver visto un uccello morto dal mio terrazzo, non so per quale causa... Era sull'albero di giuggiole nel mio giardino appeso per qualche ragione a testa in giù, ormai in uno stato abbastanza avanzato di decomposizione. Nei giorni seguenti per qualche minuto, sono tornato a osservarlo alcune volte, per vedere in che stato era; potevo vedere ormai il suo corpo marcire, in qualche modo contemplavo la sua bizzarra posizione e il suo corpo a mano a mano deformarsi, diventare un cumulo di piume e carne. In questa mia riflessione, ho pensato alla morte, in un certo senso alla bellezza di essa, della decomposizione di un corpo e di come in quanto umano, il mio destino non sia così diverso da quell'uccello e ogni creatura, se penso a ciò mi sento Vivo nella Morte , c'è del fascino, nell'immaginare come un giorno il mio corpo fisico, potrà giungere a una nuova forma, a un'unione dolce e lenta. C'è troppa paura, un modo di non guardarla fissa negli occhi, un senso di negatività quasi come fosse un mostro orribile, eppure, trovo un senso di bellezza e completezza nella morte, nel corpo che decomponendosi diventa vita, torna all'origine. Eppure che cos'è davvero la morte, se non l'unità del tutto? Ad ogni inizio una fine, così come giusto che sia, necessaria alla vita, paradossalmente. C'è qualcosa di vivo nella morte e qualcosa di morto nel vivo. Quando in me scorre ciò, sono morto in un certo senso, accolgo essa come parte della mia vera essenza, poiché dentro, non c'è che Morte, il niente, un silenzio che diventa pace, questo Sono. Per questo amo la morte: è quando accetti essa, quando ne sei innamorato alla follia, in una sorta di rapporto platonico, che ogni adesso è vita. In qualche modo nasciamo figli della Terra e come tali, restituiamo la nostra vita a essa, tornando nel grembo della nostra Madre, all'origine del Vuoto. |
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Sicuro di aver visto la morte all'opera? Un cadavere che si decompone, invero, è il trionfo della vita, considerato che tale processo è portato avanti da forme di vita a beneficio di altre forme di vita. |
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Sicuro di aver visto la morte all'opera? Un cadavere che si decompone, invero, è il trionfo della vita, considerato che tale processo è portato avanti da forme di vita a beneficio di altre forme di vita. Nella decomposizione? In quel caso no, al contrario, è proprio quel che ho inteso, non ci vedrei alcuna bellezza altrimenti. |
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Ciò che siamo, un giorno non saremo. La morte è cambiamento, la vita è rinnovamento. Chi danza con la morte, da per scontato la vita. E chi danza con la vita, da per scontata la morte. Questo per dire che ci sono persone vive, che in realtà sono più morte dei morti. E persone morenti, che sono più lucide e vive dei vivi. L'uomo è solito non apprezzare ciò che ha e disprezza ciò che hanno gli altri o ciò che non può avere. Da per scontato tutto, anche la vita stessa. E quanto un uomo è più superficiale e incentrato su se stesso, più l'abisso si fa profondo e oscuro. |
| Quando sei davvero consapevole della morte, non dai più per scontato nulla, nemmeno il caffè preso di corsa la mattina. Ma è il gioco della vita, la vita è mutamento. Ciò che muore oggi, serve a ciò che nasce domani. |
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Siamo così pieni di esseri viventi che noi chiamiamo parassiti che se non fosse per gli anticorpi ci farebbero la festa in pochi giorni. Ci ricordano sempre le parole "ricordati che polvere eri e polvere ritornerai" Chissà quando mia moglie spolvera la casa chi sta buttando via... 😉 |
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Non è morto ciò che può vivere in eterno... Mi sembra doveroso citare la strofa d'apertura di una canzone dei Berzerker intitolata No one wins, che trovo adattarsi particolarmente bene al tuo aneddoto. No one ever wins Quanto al destino ultimo, io considero il mio corpo alla stregua di una giacca, che con gli anni può diventare vecchia e logora. Indossi il tuo corpo (un Edgar-abito), ma la tua identità non coincide con un pezzo di carne. In una siffatta visione della realtà, la morte ha rilevanza solo in quanto porta da attraversare per "tornare a casa". |
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Semi quote CITAZIONE La vita senza morte dimmi tu che vita è Oh, dove sei andata, oh sei già mancata Mi perdo dentro al taxi(dermista) che mi porterà da te Bello stare in cassa, musica impagliata… |
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Sicuro di aver visto la morte all'opera? Un cadavere che si decompone, invero, è il trionfo della vita, considerato che tale processo è portato avanti da forme di vita a beneficio di altre forme di vita. Nella decomposizione? In quel caso no, al contrario, è proprio quel che ho inteso, non ci vedrei alcuna bellezza altrimenti. Mh. Sono punti di vista diversi, ovviamente, eppure ogni singola cosa che va in putrefazione è una sorta di colpo di coda della vita. Attenzione: non ti sto facendo alcun predicozzo tipo "la vita è bella blablabla" perché parli con il re del nichilismo... "attivo", come dice qualcuno. |
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Ciò che siamo, un giorno non saremo. La morte è cambiamento, la vita è rinnovamento. Chi danza con la morte, da per scontato la vita. E chi danza con la vita, da per scontata la morte. Questo per dire che ci sono persone vive, che in realtà sono più morte dei morti. E persone morenti, che sono più lucide e vive dei vivi. L'uomo è solito non apprezzare ciò che ha e disprezza ciò che hanno gli altri o ciò che non può avere. Da per scontato tutto, anche la vita stessa. E quanto un uomo è più superficiale e incentrato su se stesso, più l'abisso si fa profondo e oscuro. Io li vedo più come un unico concetto: morte e vita, sono un tutt'uno, senza morte non c'è vita e senza vita non c'è morte. Per quanto riguarda una morte interiore sono d'accordo e la vedo anche come parte della natura umana: quando riconosci dentro di te di essere morto, c'è una totale miseria, allora ne può nascere vita, la sofferenza porta a morte e apatia, in seguito consapevolezza e lucidità. Prima di vivere, è necessario spesso prima morire. Quando sei davvero consapevole della morte, non dai più per scontato nulla, nemmeno il caffè preso di corsa la mattina. Ma è il gioco della vita, la vita è mutamento. Ciò che muore oggi, serve a ciò che nasce domani. Mi hai ricordato Ghandi: "Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre." È una frase molto conosciuta e ripetuta, ma spesso pochi la comprendono e applicano davvero. A livello di forma non è nemmeno stupido: possiamo morire in ogni momento, anche ora o tra qualche giorno, ignoriamo la cosa per paura si forma una resistenza. Ma paradossalmente è proprio accentandolo e essendone consapevoli di ciò, che ne nasce una vitalità più potente, ciò mi ha insegnato molto, anche a livello personale. Siamo così pieni di esseri viventi che noi chiamiamo parassiti che se non fosse per gli anticorpi ci farebbero la festa in pochi giorni. Ci ricordano sempre le parole "ricordati che polvere eri e polvere ritornerai" Chissà quando mia moglie spolvera la casa chi sta buttando via... 😉 Sicuramente c'è un bel po' di gente sotto al letto. ![]() Non è morto ciò che può vivere in eterno... Mi sembra doveroso citare la strofa d'apertura di una canzone dei Berzerker intitolata No one wins, che trovo adattarsi particolarmente bene al tuo aneddoto. No one ever wins Quanto al destino ultimo, io considero il mio corpo alla stregua di una giacca, che con gli anni può diventare vecchia e logora. Indossi il tuo corpo (un Edgar-abito), ma la tua identità non coincide con un pezzo di carne. In una siffatta visione della realtà, la morte ha rilevanza solo in quanto porta da attraversare per "tornare a casa". Non la conoscevo, in ogni caso, la penso allo stesso modo. A mio parere siam qualcosa di più che un pezzo di carne che cammina, non parlo per forza di anima, ma qualcosa di simile, secondo me c'è. Nella decomposizione? In quel caso no, al contrario, è proprio quel che ho inteso, non ci vedrei alcuna bellezza altrimenti. Mh. Sono punti di vista diversi, ovviamente, eppure ogni singola cosa che va in putrefazione è una sorta di colpo di coda della vita. Attenzione: non ti sto facendo alcun predicozzo tipo "la vita è bella blablabla" perché parli con il re del nichilismo... "attivo", come dice qualcuno. Ci mancherebbe, ognuno poi ha la sua visione, mi proccuperei altrimenti. Comunque , ci ho pensato mentre sotterravo il mio gatto (è morto di vecchiaia qualche giorno fa), al "colpo di vita": mettendolo vicino alle piante del giardino, sarà nutrimento per esse e cibo per parassiti. Il che l'ho trovato in equilibrio, quella decomposizione del suo corpo, darà vita ad altri esseri viventi, non è così perfetto e vivo tutto ciò? Comunque è particolare: in questa fase delle mia vita, sono circondato da corpi in decomposizione, cadaveri, morte di animali e persone. Sento che ciò mi possa insegnare molto. |
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Concordo, da imparare c'è da ogni cosa. Mi dispiace per la tua gatta, ho avuto cani da sempre e so cosa vuol dire. |
| Io ormai la vedo da un punto di vista molto cinico... vuol dire che, come diceva mia nonna, armeno ha smesso de tribolà! |
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Mi spiace per il tuo gatto... A me è morto il mio cane novembre scorso, quindi immagino il dolore. Forse ciò che noti, non è altro un segnale di rinnovamento. Forse devi rinnovarti, cambiare o altro. Io spesso la vedo così, come un segnale, anche se c'è una parte di me molto cinica che non crede a queste cose. Ma io sono un tipo che mette in dubbio tutto, anche le proprie convinzioni, quindi me ne sto lì a pensare le cose in tutte le ottiche possibili e lontano da me. |
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Vi ringrazio per il gatto. Quando succedono questi eventi, li vedo come motivi di crescita, la morte o eventi di sfortuna (ma anche fortuna) spesso hanno molto di più dietro. Inoltre, sono "contento" sia morta, ormai era molto vecchia ed era giusto non soffrisse più. |