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Non avrò filtri in questa mia lettera folle, in queste righe non saranno altre che impressi orrori e le parti più marce del mio Io, questo sento di lasciare al mondo: un'impronta della mio pentimento, prima che tutto ciò finisca. In realtà non so nemmeno se qualcuno riuscirà davvero a leggere ciò, data la grafia sbilenca… Purtroppo la mia penna d’oca trema in mano e non immaginate quanto ciò mi faccia ammattire, ma non importa, non ho più tempo, è l’ultima imperfezione che lascio. Partirò dal principio: sono sempre stato un animo quieto, fin da ragazzino. Mia moglie, Teresa, in qualche modo venne colpita da questa mia introversione e pacatezza, così il destino volle che ci innamorammo a vicenda. Non lo nego, sono sempre stato molto riservato e sensibile. Eppure tutto cambiò per una semplice piccolezza: ricordo che era un mattino presto, nebbioso, un velo malinconico e silenzioso avvolgeva la nostra abitazione, avevo appena aperto gli occhi, ero seduto sul materasso e mentre ancora il mio corpo si destava dal sonno, notai nel muro a destra del letto una macchia nera, grande quanto il palmo della mia mano. Mi venne il dubbio di come fosse finita lì, ma non ci feci in realtà molto caso, così presi uno straccio e dando una sfregata un po’ vigorosa, riuscii a levarla senza difficoltà. Non so esattamente cosa mi prese, ma nonostante quella giornata un po’ grigia, mi sentivo di ottimo umore. Ordinai la mia amata libreria, che da qualche settimana aveva preso polvere ed era abbastanza alla rinfusa, catalogai sia per autore che per genere. Una volta finito, con estrema soddisfazione potei ammirare il mio operato. In tutto ciò nulla di male voi direte, ma i problemi furono le mattine successive: quella macchia nera si ripresentò nello stesso punto ogni mattina. Finché allora a tavola non ne parlai con mia moglie, per chiederle se ne sapesse qualcosa, lei disse che probabilmente era l’umidità della stanza, ma credetemi se vi dico che ciò era opera del demonio, ne sono certo! E ne potevo percepire la presenza ovunque. Per distrarmi da quel pensiero per fortuna dipingere era la mia salvezza, su commissione realizzavo vari quadri. Dal passare a tenere tutto alla rinfusa, ordinai perfettamente i colori, tenevo in ordine i pennelli alla mia destra e le mie cianfrusaglie, ciò mi aveva permesso anche un lavoro più ordinato, nonché fluente, senza perdere tempo inutile, non a caso notai anche che i miei dipinti erano molto migliorati. Divenni però molto più scorbutico con Teresa, mi lamentavo quasi ogni giorno. Perlopiù piccolezze: uno dito di polvere sul comodino, le posate a tavola leggermente storte, non sopportavo la sua poca cura. E nonostante ciò quella povera donna sopportava tutto ciò! Dio mi perdoni, ma non potevo farne a meno. La cosa andò avanti e divenni violento: iniziai anche a dargli percosse, ero infervorato, su di giri, non so cosa mi prese. Tant’è che volli occuparmi io stesso delle faccende di casa, ordinare ogni singolo oggetto, apparecchiare la tavola, pulire ogni granello di polvere, ciò occupò buona parte delle mie giornate. O almeno lo fece a mano a mano… Passai da semplici pulizie a esserne sempre più ossessionato: ispezionavo ogni angolo, ogni cosa mi assicuravo fosse perfettamente sistemata. Il rituale d’inizio era sempre quella fastidiosa macchia nera, una volta pulita quella procedevo col resto, è come se ogni volta non riuscissi a resistere all’impulso di eliminarla. Una volta iniziata da essa non mi fermavo più. Avevo uno schema lineare in testa: sistemare il letto, il comodino, rimuovere sporcizia sotto tutti i mobili. Dopodiché dal salotto alla libreria, il tavolo dove mangiavamo, i quadri. La cucina, il bagno e il meraviglioso giardino, rastrellando le foglie e assicurandomi ogni pianta fosse ben nutrita. Poi arieggiavo aprendo le finestre, spostavo i vari vasi assicurandomi che fossero perfettamente allineati (e solo in questo impiegavo 1-2 ore). Pulivo le finestre, il pavimento, i muri, ogni singola cosa. Col passare delle settimane non dipingevo nemmeno più, ogni quadro risultava sempre orribile ai miei occhi, ogni linea era troppo in un modo, allora la rifacevo, poi cancellavo, sistemavo… Ciò divenne così frequente che smisi persino di prendermi cura di me, di lavarmi, dormire bene, poiché ogni mio pensiero era rivolto a un perfetto ordine e una costante paranoia. La situazione peggiorò quando mia moglie mi avvisò che stava per uscire e in quel momento le bloccai un braccio. - Aspetta, non lo percepisci anche tu? - - Cosa? - Mi guardai attorno, con uno sguardo nervoso. Avevo sistemato ogni cosa, ma percepivo qualcosa fuori posto, qualcosa di astratto eppure concreto così vicino a me, che sotto la mia pelle faceva rabbrividire e destava in me un fastidio ossessivo. Teresa mi osservò preoccupata e spaventata. Mi misi a guardare sotto le sedie, il tavolo, i mobili, i tappeti, le coperte, ma niente niente niente! Quel fastidio continuava a penetrare in ogni parte di me. Mi rigirai verso di lei, tirandola verso di me in bagno, lei non si ritrasse molto, salvo una leggerà rigidità ormai non si opponeva più alle mie violenze. Le presi degli asciugamani e glieli porsi. - Fatti un bagno. - Sembrò sorpresa, non aspettandosi ciò, ma mi ubbidì, mentre la aspettai fuori dalla porta. Dopo circa mezz’ora uscì con solo l’asciugamano intorno al corpo, a coprirne le nudità e l’infinita bellezza sensuale che un tempo prendevo. Andò verso la camera, sedendosi sul letto e asciugandosi con pazienza i capelli, per poi pettinarli. Nonostante ciò quella sensazione non era ancora svanita. Anzi ero ancora più infastidito. Mi diressi allora in camera sua a passo lento e la fissai. Mi guardò per un attimo e con un leggero sorriso mi chiese se avevo bisogno di qualcosa. Così in preda a una furia indescrivibile iniziai a picchiarla mentre ancora si pettinava, continui a percuoterla in capo a buttarla a terra, tirarle calci. L’afferrai per i capelli per sbatterla contro lo spigolo, più e più volte, potendo percepire tra urla e gemiti, il suo cranio deformarsi nelle mie mani, mentre sangue schizzava sul mio volto e nel pavimento. Ebbe uno spasmo violento e i suoi fastidiosi rumori cessarono già alle prime testate. Il suo volto ormai era irriconoscibile e gonfio di lividi; eppure ancora euforico in me risuonava un senso di libertà. Come nulla fosse, afferrandole i capelli trascinai il suo cadavere in cucina e procedetti con i coltelli nel cassetto a sezionare il suo corpo, in modo da renderlo ordinato. Non sono mai stato bravo a tagliare carne o occuparmi di cose simili, ma presumevo fosse bene o male come tagliare la carne di un maiale… Braccia, gambe, testa, torso, interiora: le ordinai con cura su un telo, avvolgendo ogni parte con fasciature varie, così che ne assorbisse il sangue e non macchiasse troppo, infine pulii il tutto e i miei vestiti. La riposi in un sacco e seppellii nel giardino dietro casa nostra. L’avevo aggiustata, non potevo permettere che il mio ordine perfetto, potesse essere ostacolato. "L'ho fatto per il suo bene." Pensai. Solo ora le lacrime di inchiostro, in questo momento, si riversano su carta: macchie nere sul mio foglio, i miei peccati non hanno altro che questo colore. Sarà una settimana che non esco dalla mia dimora, che ordino giorno per giorno ogni imperfezione che giunge al mio sguardo, non posso fare a meno di sentirmi un infimo verme. Sento di stare impazzendo, macchie nere sono sparse per tutte le mura e per quanto le pulisca ritornano. La notte non dormo e nei miei incubi più macabri, ricoprono il mio corpo, inghiottendomi in un oceano nero, vasto e senza fine. Posso vedere la mia casa contorcersi, posso sentirla deridermi, sono sicuro qualcosa stia scombinando a posta i mobili per tenermi rinchiuso qui nella mia pazzia. Oh mia amata, potrò mai almeno guardarti dall’inferno mentre marcisco, mentre sarai sopra di me abbracciata dal paradiso? So solo che ora in quelle macchie nere è il mio destino, tra non molto sarà tutto finito, poiché dentro di esse scorgo la mia oscurità che mi attende nel baratro signori. Solo nella morte, non esiste altro che perfezione. |
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Il racconto è bello, tralasciando i refusi e qualche ripetizione (potrebbe essere anche il protagonista che scrive male, come specifica all'inizio). Forse avrei apprezzato un "impazzimento" più lento, magari qualche scena in più in cui mostravi il degenerare della situazione; ad esempio l'uccisione di un animale domestico, una descrizione più accurata della prima volta in cui la picchia o cose simili. Al netto di questo il racconto è molto interessate. Bravo Lost. 👍🏻 SPOILER (clicca per visualizzare) Aspetto un'altra tua lettera 🤣 |
Carino, mi ha ricordato un racconto di King (non ricordo il titolo) che parlava di un tizio con la stessa monomania, per cui tutto doveva essere di numero pari perché si mantenesse "l'equilibrio dell'Universo", o qualcosa del genere. |
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Devo aver visto qualcosa che mi richiama la serie ai confini della realtà, una vecchia serie che mescolava fantasy, horror e fantasy. Una serie che adoravo ancge se alle volte mi faceva venire i brividi. Un piccolo brivido mi è venuto anche leggendoti, ma ci sono riuscito a finirla. |
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CITAZIONE (1Nessuno @ 29/7/2022, 23:11) Il racconto è bello, tralasciando i refusi e qualche ripetizione (potrebbe essere anche il protagonista che scrive male, come specifica all'inizio). Forse avrei apprezzato un "impazzimento" più lento, magari qualche scena in più in cui mostravi il degenerare della situazione; ad esempio l'uccisione di un animale domestico, una descrizione più accurata della prima volta in cui la picchia o cose simili. Al netto di questo il racconto è molto interessate. Bravo Lost. 👍🏻 SPOILER (clicca per visualizzare) Aspetto un'altra tua lettera 🤣 In effetti ci ho pensato anch'io a fine racconto, ma ho avuto la paura venisse troppo lungo, il che però sarebbe stato meglio valutando, un punto debole che ho notato nel mio scrivere a volte è la fretta. Per la prossima volta ora lo so. CITAZIONE (Askar @ 30/7/2022, 16:46) Carino, mi ha ricordato un racconto di King (non ricordo il titolo) che parlava di un tizio con la stessa monomania, per cui tutto doveva essere di numero pari perché si mantenesse "l'equilibrio dell'Universo", o qualcosa del genere. ![]() Che coincidenza io ho lo stesso vizio con i numeri dispari. ![]() CITAZIONE (Luke.Lucky @ 30/7/2022, 18:38) Devo aver visto qualcosa che mi richiama la serie ai confini della realtà, una vecchia serie che mescolava fantasy, horror e fantasy. Una serie che adoravo ancge se alle volte mi faceva venire i brividi. Un piccolo brivido mi è venuto anche leggendoti, ma ci sono riuscito a finirla. Mi fa piacere sia riuscito lo scopo! Grazie a tutti. Edited by Lostinthevoid - 6/9/2022, 13:41 |
| Molto interessante. In certi spezzoni del monologo ho visto una crudeltà che mi ha ricordato quanto avevo letto ne "Il racconto del canaro". A parte qualche refuso, direi che è un buon lavoro |
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a me ha dato una netta sensazione di déjà vu - ma solo una sensazione. Il racconto è certamente originale, ma forse l'autore è stato (inconsciamente?) condizionato da qualche lettura. Non lo so - io l'ho trovato "familiare", ma non saprei additare nulla. |
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Molto interessante. In certi spezzoni del monologo ho visto una crudeltà che mi ha ricordato quanto avevo letto ne "Il racconto del canaro". A parte qualche refuso, direi che è un buon lavoro Grazie. a me ha dato una netta sensazione di déjà vu - ma solo una sensazione. Il racconto è certamente originale, ma forse l'autore è stato (inconsciamente?) condizionato da qualche lettura. Non lo so - io l'ho trovato "familiare", ma non saprei additare nulla. Non è errato: leggo molto autori come Edgar Allan Poe e Lovecraft, per cui è quasi sicuramente dovuto a quello, pur avendo sempre il mio modo di scrivere. |
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io Poe lo leggevo da giovinetto, e Lovercraft da giovanotto, quando fu conosciuto in italia... Non ricordo quasi nulla di specifico, ma evidentemente molte atmosfere e molte suggestioni mi son rimaste dentro... non erano certo autori per signorinelle... |
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Noi quando ci diamo delle regole e quando mettiamo in ordine le nostre cose lo facciamo per non perdere il controllo... ma mantenere il controllo costa energia mentale , e se teniamo in controllo molte cose quanta energia mentale usiamo? non rischiamo di prosciugarla del tutto e sprofondare nel caos? sono i pensieri che mi sono sorti leggendo questa storia. Edited by Steel99 - 9/12/2022, 17:30 |
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Noi quando ci diamo delle regole e quando mettiamo in ordine le nostre cose lo facciamo per non perdere il controllo... ma mantenere il controllo costa energia mentale , e se teniamo in controllo molte cose quanta energia mentale usiamo? non rischiamo di prosciugarla del tutto e sprofondare nel caos? sono i pensieri che mi sono sorti leggendo questa storia. Il "segreto", a mio parere è tenerlo sulle cose essenziali e realmente importanti. Spesso controllare, è peggiorare solo le cose, più controlli, più impazzisci e gestisci peggio le cose. A volte è meglio lasciare andare, senza fissarsi troppo, si scopre che molte energie che impeghiamo sono inutili e che basterebbe molto meno. E lo dico da ex-maniaco del controllo e perfezionista. |