• La voce del mare
  • Accedi
    Reimposta password

  • Registrati

  • Accedi tramite    

    • Condividi questa pagina
  • Ultime discussioni
  • Loading...
  • ForumFree
    • Cerca utenti
    • Crea forum
    • Top Forum     Vota in Top
  • Categorie
    • Books and writing
    • Arts and crafts
    • Fantasy and science fiction
  • Sviluppato da Klo e El Gringo 89
  • Disc. attive
  • Accedi
  • Registrati
Hai notifiche non lette!
  • La voce del mare Ink & Paper Festival
    Torna alla sezione
  • Neme Member

    La voce del mare
    Collaborazione tra Lostinthevoid (fotografia) e Neme (scrittura)



    Il piccolo Alrani, trovando davanti a sé le porte del tempio sbarrate, ricordò che suo padre non aveva mai permesso a nessuno di entrarvi alla vigilia di un rito funebre. Benché questa volta si trattasse della madre del ragazzo, il sacerdote di Thanatos decise di non fare eccezioni nemmeno quella mattina. Alrani provò a bussare, ma dall'interno non si sentì alcuna risposta. Cercando di trovare il miglior appiglio per tentare una scalata, Alrani notò a lato del tempio dei ponteggi. I muri erano stati soggetti a restauri, ma le impalcature non erano state ancora rimosse.
    Dopo essersi arrampicato, Alrani era giunto ad uno dei balconi e, data l'altezza, era in grado ammirare l'intera città. Atlantide vantava palazzi di pietra e statue di marmo, che si annidavano intorno al tempio dedicato a Poseidone, la cui figura svettava dalla cima. Da lì la città praticamente si allungava fino alle sponde del mare, con le case che andavano via via rimpicciolendosi quasi a diventare piccoli sassi sparsi lungo la costa. L'oceano circondava quel mondo con una culla di acqua e sale, accogliendo con una brezza leggera le varie imbarcazioni che pian piano si allontanavano dall'isola.

    IMG_20220726_183629_762

    Il giovane rimase colpito da quel panorama e restò lì a contemplare il paesaggio, finché non sentì la voce di suo padre Elaxanter. Il vecchio sacerdote lo guardò con aria triste. "Alrani, vieni" gli ordinò, indicando con un cenno della mano l'altare al centro del tempio. Il ragazzo annuì e scese per raggiungere l'altare. Intorno ad esso si trovavano diversi tavoli, sui quali vi erano disposti più di venti cadaveri avvolti in dei sacchi.
    "Tua madre è quasi pronta, l'ho lasciata per ultima", specificò l'uomo, indicando l'unico corpo sopra l'altare. Alrani vide sua madre distesa, le mani chiuse a stringere un filo di perle. Il suo volto non tradiva alcuna espressione di dolore, sembrava in pace. Il sacerdote porse un pettine a suo figlio, invitandolo a ordinare i capelli della madre. "La nostra famiglia da generazioni cura i defunti", gli disse, mentre il ragazzo cominciò a piangere, "diamo alle loro salme la pace che vorremmo sia data alle loro anime, una volta varcata la soglia dell'Ade. Domani all'alba andrò via con loro, li accompagnerò nell'abbraccio di Poseidone, come tutti i nostri cari morti sulla nostra isola". Gli pose una mano sul capo, "Il mare ci dona la vita e un giorno dovremo restituirla".

    IMG_20220726_183753_037

    La mattina dopo, al porto, l'aria era cupa, malgrado non ci fossero presagi di tempesta. Sulla nave, il sacerdote si voltò per un'ultima volta verso casa. Sapeva che il suo sarebbe stato un viaggio senza ritorno.
    La bireme navigò fino al calar della notte, trainando un'altra imbarcazione più piccola. I marinai la avvicinarono, per poi cominciare a caricarvi i corpi avvolti nei sacchi. Elaxanter scese per l'ultimo sull'imabarcazione. "Qui ci separiamo, che il mare vi sia favorevole", li salutò. "Sacerdote, è sicuro?", chiese uno dei marinai. "Aspetterete inutilmente", dichiarò l'uomo.
    La bireme si allontanò, mentre Elaxanter remò verso la direzione opposta. Con una torcia fece luce in mezzo al nulla, in attesa che qualcosa si rivelasse. "Sei qui", d'un tratto una voce profonda lo chiamò dall'oscurità dell'abisso. "Hai giocato con forze che non puoi nemmeno comprendere, sacerdote, e tua moglie ne ha pagato le conseguenze. Ora sei qui al mio cospetto, il dolore ti ha reso più saggio o più stupido?"
    L'acqua cominciò ad evaporare mentre vennero a galla le carcasse di numerosi pesci. I vapori rilucevano di un bagliore verde, mentre al di sotto della superficie si udivano come dei lampi. Un'enorme massa emerse dall'oceano. "Hai fatto l'errore di credere che io fossi la bestia e tu la mano che mi nutre. Io sono la bocca dell'Ade! Io sono la mano che mi nutre! Tu sei la bestia, l'animale che io ho allevato! Hai usato i corpi dei tuoi simili per non essere divorato da me!", i suoi pensieri risuonavano nella testa di Elaxanter come un'eco. "Tu morirai, abominio!", urlò il sacerdote, puntando la torcia contro il mostro. La creatura aprì le sue fauci, con l'intenzione di mangiare il sacerdote insieme a tutti i cadaveri che aveva portato con sé. Quando la bocca del mostro fu quasi completamente chiusa su di lui, Elaxanter puntò alcuni barili presenti sulla barca. Un'enorme esplosione colpì la creatura dall'interno, che cominciò a bruciare e a contorcersi su se stessa mentre le fiamme continuavano a divampare nella sua bocca come all'interno di un forno. Del sacerdote e dei corpi dei defunti non rimase che cenere.

    IMG_20220726_183745_726

    Il giovane Alrani aspettò per molti giorni il ritorno del padre. Più di una volta accese un fuoco sulla spiaggia, nella speranza che il padre lo notasse durante la notte. Dopo settimane, quando capì che non sarebbe più tornato, restò in attesa fino al mattino, osservando l'orizzonte. Prese allora una conchiglia e la portò all'orecchio, per sentire la voce del mare, ma tra il rumore delle onde si accorse di un debole sussurro, "Alrani."
    1 anno fa
    Piace a 10 utenti
  • Tachibana Inchiostro introspettivo
    Penso che sia una bella collaborazione. Foto e testo si sposano bene tra loro, soprattutto per questo alone cupo e di mistero che ti trascina come il mare in fondo al racconto... è intenso!
    1 anno fa
  • Kira~ Administrator
    Un bel racconto, mi è piaciuto molto. Così come l'idea di ambientarlo ad Atlantide. L'impronta di Neme è forte, ci sono gli elementi che ricorrono nelle sue poesie, e la conchiglia me ne ha ricordata una in particolare. Le foto cupe di Lost si sposano bene con l'atmosfera del brano. Complimenti ad entrambi!
    1 anno fa
  • Luke.Lucky Inchiostro romantico
    "Il mare ci dona la vita, um giorno dovremo restituirla"
    Adoro questa frase, per me è il succo del racconto, d'altronde noi siamo fatti quasi d'acqua e quest'acqua subisce i movimenti delle maree, si alza e si abbassa e noi la seguiamo.
    Le foto in bianco e nero danno un loro fascino al mito atlantodeo.

    Ho sempre amato ascoltare il sussurro del nare nelka conchiglie.
    Complimenti ragazzi
    1 anno fa
  • Defector Gemellato
    Arrivo così tardi a commentare purtroppo, perché in estate non riesco mai a seguire, ma eccomi qua!
    In questo racconto illustrato ci vedo tanto stile di Neme ma anche tanto animo di Lost, questo significa che la coppia ha lavorato molto bene assieme e che i due sono molto affini.

    Rientra molto nei miei gusti: sensibile e cupo al punto giusto, proprio come piace a me. Chapeau ragazzi :flower:
    8 mesi fa
    Piace a 1 utente
  • Lostinthevoid Inchiostro introspettivo
    CITAZIONE (Defector @ 4/3/2023, 12:14) 
    Rientra molto nei miei gusti: sensibile e cupo al punto giusto, proprio come piace a me. Chapeau ragazzi :flower:

    Modestamente. :shiny:

    Scherzi a parte, grazie! ^_^
    8 mesi fa
  • Torna alla sezione
  • Rispondi

  • Registrati per rispondere a questa discussione!

Crea il tuo forum e il tuo blog · Aiuto · Categorie
Contatti · Status · ForumFree · Versione desktop
Notifiche
Non è presente nessuna notifica