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Hanno scavato scolopendre sotto i miei bulbi oculari, per entrare nelle profondità della mia mente e fottere fino all'orgasmo ultimi pezzi di lucidità. Poi ho tagliato il mio ventre. Sì, il mio ventre. Me lo han detto le voci: così, forse, avrei potuto trovare fiori, colori, qualcosa di reale. Eppure vorrei… Sospiro. Solo chi è degno non avrà più occhi per vedere, poiché otterrà il terzo in fronte per la visione che va oltre l'unghia del dito; sotto di essa il seme germoglia e ne esce un fiore appassito! Quale ossimoro! Una nascita morta proprio come la mia. Nel mio sonno sgozzo gole: i riflessi dell'Ego. Veder cadere un mondo per dimenticare. Ho visioni di bare, il mio cadavere, ombre di Bestie, che fin dall'infanzia non mi hanno mai abbandonato, sono stati i miei migliori amici. Potrei giungere all’identificazione delle mie proiezioni come amaro della vita, decomposizione, un pianto di morte in autunno, ma con una goccia di miele su una foglia. Non a caso, se si guarda nella mia stanza, c’è odore di pioggia, un giradischi rotto che riverbera una canzone di Chopin e un gatto nero che fuma una pipa seduto sullo sgabello (forse per sentirsi un poco umano). Cos’è tutto questo se non il richiamo dell’Ignoto? Dove gli spiriti coraggiosi giungeranno al loro destino. Pelle in polvere. Dissoluzione: non ci sono rimpianti. Edited by Lostinthevoid - 21/9/2022, 12:39 |
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Una bella prosa poetica molto introspettiva, da interiorizzare. La scelta di alcune immagini è particolare. Cosa rappresenta il giradischi rotto per te? Chi è il gatto nero con la pipa? Comunque molto bravo. |
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La simbologia usata strizza l'occhio a Poe e Lovecraft, il che mi piace questo "accavallare" 800 e 900 per una sintesi moderna in cui si mostra qualcosa che è veramente terrificante: l'introspezione, altro che zombi e streghe. Il gatto nero fumatore lo vedo come un'antropizzazione del gotico, quell'accavallamento di cui parlavo prima; la forma antropica del gatto fumatore a mio parere serve ad avvicinarci al mondo terrificante, ma fondamentale, dell'introspezione. In fondo l'io narrante dice: Ho visioni di bare, il mio cadavere, ombre di Bestie, che fin dall'infanzia non mi hanno mai abbandonato, sono stati i miei migliori amici. Potrei giungere all’identificazione delle mie proiezioni come amaro della vita, decomposizione, un pianto di morte in autunno, ma con una goccia di miele su una foglia. E il gatto fumatore in qualche modo è una figura ben meno terrificante di queste elencate, se vedessi un gatto che fuma sarei più curioso che spaventato (e gli chiederei da accendere). Ovviamente l'ultima parola spetta a te. Comunque, il brano mi è piaciuto e stabilisce una linea chiara con il lettore. Ti segnalo solo due refusi: Non a caso, se si guarda nella mia stanza, (opinabile, ma ce la metterei) c’è odore di pioggia, e Sì, il mio ventre. Me lo han detto le voci: così, forse, avrei potuto trovare fiori, colori, |
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CITAZIONE (Miss Loryn @ 13/9/2022, 17:50) Una bella prosa poetica molto introspettiva, da interiorizzare. La scelta di alcune immagini è particolare. Ciao, grazie! CITAZIONE Cosa rappresenta il giradischi rotto per te? Chi è il gatto nero con la pipa? Comunque molto bravo. Il giradischi rappresenta il riverbero continuo di una memoria, un ricordo che non scompare. Il gatto nero è il mio animale preferito. Il tentativo di "umanizzarlo" rappresenta la sensazione di sentirsi alieno, il cercare di sembrare umano, nonostante ci si senta un "gatto nero che fuma una pipa." Una sorta di parte interiore che cerca in tutti modi di mascherarsi nella folla. Su questo, aggiungo che ne vedo quasi sempre qualcuno quando esco... Semplice coincidenza? Probabile. Eppure, mi ha sempre colpito come li veda spesso passarmi davanti ovunque vada, da lì mi sono ispirato. Pare quasi a volte sappiano che sia lì. CITAZIONE (Tulit-Fert-Feret @ 15/9/2022, 17:21) La simbologia usata strizza l'occhio a Poe e Lovecraft, il che mi piace questo "accavallare" 800 e 900 per una sintesi moderna in cui si mostra qualcosa che è veramente terrificante: l'introspezione, altro che zombi e streghe. Mi fa piacere qualcuno l'abbia notato. Non a caso nell'ultimo periodo ho letto molto questi due autori, gran parte di ciò che ho scritto è influenzato da essi. Nella profondità dell'essere umano, penso ci sia più orrore e realtà rispetto a qualsiasi cosa. CITAZIONE l gatto nero fumatore lo vedo come un'antropizzazione del gotico, quell'accavallamento di cui parlavo prima; la forma antropica del gatto fumatore a mio parere serve ad avvicinarci al mondo terrificante, ma fondamentale, dell'introspezione. In fondo l'io narrante dice: Ho visioni di bare, il mio cadavere, ombre di Bestie, che fin dall'infanzia non mi hanno mai abbandonato, sono stati i miei migliori amici. Potrei giungere all’identificazione delle mie proiezioni come amaro della vita, decomposizione, un pianto di morte in autunno, ma con una goccia di miele su una foglia. E il gatto fumatore in qualche modo è una figura ben meno terrificante di queste elencate, se vedessi un gatto che fuma sarei più curioso che spaventato (e gli chiederei da accendere). Ovviamente l'ultima parola spetta a te. Infatti non hai torto, la simbologia grottesca del gatto serviva a completare il quadro che avevo allestito, per quanto non spaventosa, la ritengo la parte più importante. È una sorta di nota esistenziale/introspettiva che ho voluto aggiungere (il resto poi l'ho già detto qui sopra). In generale mi piace mettere sempre qualche simbologia, riflessione, a volte in modo molto nascosto nei modi più disparati, altre volte più evidente. CITAZIONE Comunque, il brano mi è piaciuto e stabilisce una linea chiara con il lettore. Ti segnalo solo due refusi: Non a caso, se si guarda nella mia stanza, (opinabile, ma ce la metterei) c’è odore di pioggia, e Sì, il mio ventre. Me lo han detto le voci: così, forse, avrei potuto trovare fiori, colori, Grazie per le correzioni, sono il tipo di commento che apprezzo di più, ho dato una sistemata. |
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All'inizio mi sembrava L'ottico di De André, poi un film di Cronenberg, infine, come è stato rilevato con altre parole, più il delirio di una personalità schizofrenica. Condensando con una espressione userei Foll(i)a. Sì, anche il buon Jack. |
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All'inizio mi sembrava L'ottico di De André, poi un film di Cronenberg, infine, come è stato rilevato con altre parole, più il delirio di una personalità schizofrenica. Condensando con una espressione userei Foll(i)a. Sì, anche il buon Jack. Grazie! Sulla schizofrenia si lega abbastanza: il titolo stesso (bad trip) ha un certo significato. |
| bene davvero a me pare: scarna, essenziale, tagliante. |